Oltre il russa mento: ANMIC Como incontra AIPAS per parlare di salute e diritti

Oltre il russa mento: ANMIC Como incontra AIPAS per parlare di salute e diritti

“Oggi incontriamo un’altra associazione con cui da qualche mese abbiamo iniziato a collaborare: A.I.P.A.S.-PS, l’Associazione Italiana Pazienti con Apnee del Sonno-APS. Spesso considerate un semplice disturbo notturno, le apnee ostruttive del sonno (OSAS) sono in realtà una patologia cronica con forti impatti sulla vita quotidiana, lavorativa e sociale.

Ne parliamo con il Presidente Enrico Brunello, per capire come le nostre realtà possono collaborare.”

Domanda 1: L’identità di AIPAS
Per iniziare, ci raccontate brevemente com’è nata AIPAS e qual è la vostra missione principale a livello nazionale e locale?

L’Associazione nasce nel Settembre 2004 con il preciso scopo di fornire a tutti i cittadini del territorio italiano, il corretto supporto informativo sulla patologia OSAS e ai pazienti, fornire tutta la consulenza necessaria sulla terapia scelta e le prassi burocratiche da affrontare dopo la diagnosi.

Domanda 2: I segnali da non ignorare
Molti dei nostri associati potrebbero soffrire di disturbi del sonno senza saperlo. Quali sono i “campanelli d’allarme” che dovrebbero spingerci a consultare uno specialista?

Russamento presente tutte le notti da almeno sei mesi, sovrappeso e/o obesità, stanchezza diurna con difficoltà a terminare la propria giornata, vuoti di memoria, pressione alta, diabete, ecc.

OSAS puzzle multidisciplinaritàDomanda 3: Il legame tra OSAS e Invalidità
Come sapete, ANMIC si occupa della tutela dei diritti civili degli invalidi. Qual è la situazione attuale per i pazienti con OSAS? Viene riconosciuta una percentuale di invalidità o ci sono tutele specifiche sul lavoro?

Per questa patologia è prevista solo la percentuale di invalidità civile pari al 36-40% che viene richiesta per ottenere un ausilio protesico in comodato d’uso gratuito a carico del SSN. Se si possiedono già percentuali di invalidità per altre patologie, il medico di base deve solo richiedere l’aggravamento. Non esistono esenzioni per OSAS.

Domanda 4: L’impatto sulla vita quotidiana
Oltre all’aspetto medico, quali sono le sfide sociali che un paziente OSAS affronta ogni giorno?

Questa patologia influisce sullo stato dell’umore quando non diagnosticata e curata, sui rapporti sociali a causa dei possibili colpi di sonno in ogni situazione anche conviviale. Se non curata aumenta di circa il 30% il rischio di incorrere in un ictus o un infarto. Per l’uomo si può arrivare anche all’impotenza totale e per la donna alla perdita della libido. L’OSAS in diverse forme è anche presente nei bambini durante l’età evolutiva.

Domanda 5: Le attività di AIPAS
Cosa offrite concretamente ai vostri associati? Avete dei progetti o dei punti di ascolto attivi per chi vive nel territorio di Como e Lombardia?

Ai nostri Associati offriamo una consulenza personale costante, l’invio della documentazione necessaria per il disbrigo delle varie pratiche burocratiche, e, laddove possibile, l’affiancamento personale con nostro personale. Inoltre essendo noi a contatto con tutto il mondo della Medicina del Sonno, italiana ed internazionale, forniamo anche tutte le novità informative derivanti dai vari convegni e congressi o dai nostri medici.

Domanda 6: Un messaggio per i soci ANMIC
In che modo le nostre due associazioni possono fare fronte comune per migliorare la qualità della vita dei cittadini con disabilità o patologie croniche?

Fornendo sempre un’informazione corretta e aggiornata sulle rispettive patologie e cercando di intervenire a livello di organi istituzionali.

Domanda 7: Diventare socio di AIPAS
Un’ultima domanda pratica: chi volesse unirsi alla vostra associazione o sostenere la vostra causa, come può iscriversi?

Basta digitare www.aipas-online.it, cliccare sulla voce di menù “Tesserarsi” e seguire le istruzioni ivi riportate.

Associazione Italiana Pazienti con Apnee del Sonno-APS (A.I.P.A.S.-APS)
Via Giovanni Vittani 5, 20157 Milano
Tel: +393343361267
E-mail: [email protected]
PEC: [email protected]
Web: www.aipas-online.it
C.F: 97382260152, Iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, rep. 29734, sezione “B”, 07/06/2022

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XIII Congresso Provinciale ANMIC Como: Rinnovata la fiducia alla Presidente Franca Rassu. Un congresso nel segno della partecipazione e della solidarietà territoriale

XIII Congresso Provinciale ANMIC Como: Rinnovata la fiducia alla Presidente Franca Rassu. Un congresso nel segno della partecipazione e della solidarietà territoriale

COMO, 8 febbraio 2026 – Si è concluso con la riconferma all’unanimità della Presidente uscente, l’avvocata Franca Rassu, il XIII Congresso Provinciale dell’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili) di Como, svoltosi sabato 7 febbraio nella Sala Stemmi di Palazzo Cernezzi.

La mattinata si è aperta in un clima di calorosa accoglienza con un welcome coffee curato dalla Pasticceria Cremeria Luisita, partner storico e tra i primi sostenitori di ANMIC Como. Un momento di condivisione che ha sottolineato il profondo legame tra l’associazione e il tessuto economico e sociale della città. L’evento ha visto una partecipazione sentita e numerosa: la sala ha ospitato non solo i soci, ma anche moltissimi simpatizzanti e collaboratori, a testimonianza di una comunità sempre più coesa attorno ai temi della disabilità.

Nel corso della relazione introduttiva, la Presidente Franca Rassu e la Vicepresidente Valentina Introzzi hanno ripercorso le sfide affrontate negli ultimi anni, sottolineando come la pandemia abbia imposto un’accelerazione tecnologica che ANMIC ha saputo cogliere per restare vicina ai cittadini. Il cuore del dibattito si è poi spostato sull’importanza dei punti di ascolto locali, presidi fondamentali per superare le distanze geografiche della provincia.

Michele Regonelli e Carmen Moliterno, responsabili delle sezioni provinciali rispettivamente di Lambrugo e Olgiate Comasco, hanno raccontato l’importanza di “portare l’associazione sotto casa dei cittadini”, facilitando le pratiche burocratiche e offrendo un supporto umano diretto.

Michele Regonelli, per il punto di ascolto di Lambrugo, ha illustrato l’efficacia della collaborazione con i medici di base, mentre Carmen Moliterno ha evidenziato il ruolo strategico della sede di Olgiate Comasco nel fare rete con le aree di confine.

Particolarmente incisivo l’intervento di Angelo Achilli, Presidente regionale ANMIC Lombardia, che ha analizzato le criticità legate alla nuova riforma sulla disabilità  esprimendo preoccupazione per le modalità attuative di questa riforma e per i possibili tagli al settore sociale. Achilli ha ribadito la necessità della presenza dei medici ANMIC nelle commissioni INPS come garanzia di democrazia e ha ricordato le storiche battaglie dell’associazione per l’indennità di accompagnamento e l’inclusione lavorativa (Legge 68/99).

Ha inoltre sottolineato come la presenza dei medici di categoria nelle commissioni sia l’unica reale garanzia di tutela per l’invalido civile, invitando la sezione di Como a proseguire con la stessa determinazione mostrata finora.

È anche intervenuto il Sindaco di Como, Alessandro Rapinese, che  ha portato i saluti della città, definendo ANMIC una realtà “assolutamente fondamentale laddove la Repubblica non raggiunge autonomamente i propri fini” e ribadendo l’orgoglio dell’amministrazione nell’ospitare un’associazione che mette al centro la tutela dei più fragili.

Il  congresso si è concluso con l’elezione da parte dell’assemblea della nuova Giunta Esecutiva 

  • Presidente: Franca Rassu
  • Vicepresidente: Valentina Introzzi
  • Segretario: Alda Borgonovo

e del nuovo Consiglio Provinciale:

  • Avarelli Giorgio 
  • Cranchi Barbara
  • Gualdi Fabio 
  • Matarazzo Daniela 
  • Mejia de Beltran Karla
  • Minichiello Ylenia
  • Moliterno Carmen 
  • Neri Leandro 
  • Regonelli Michele 
  • Spatafora Mauro
  • Terraneo Rossella 

“Siamo felici di questa conferma e della grande risposta di pubblico ricevuta oggi,” la Presidente Rassu ha concluso così i lavori del Congresso  “Vedere così tanti soci, ma anche tanti simpatizzanti, ci dà la forza per affrontare i prossimi sette anni con l’obiettivo di rendere i servizi dell’ANMIC sempre più capillari e vicini a chi ne ha bisogno”.

SilviaXIII Congresso Provinciale ANMIC Como: Rinnovata la fiducia alla Presidente Franca Rassu. Un congresso nel segno della partecipazione e della solidarietà territoriale
L’unione che dà Forza alla Vista: Intervista a Massimo Ligustro, Presidente di Comitato Macula

L’unione che dà Forza alla Vista: Intervista a Massimo Ligustro, Presidente di Comitato Macula

Un noto proverbio recita: “L’unione fa la forza”. È proprio seguendo questo principio che ANMIC Como collabora attivamente con diverse associazioni di pazienti, con l’obiettivo di offrire un servizio sempre più completo e vicino alle reali necessità dei cittadini.

Oggi vogliamo presentarvi il Comitato Macula, un punto di riferimento fondamentale per chi affronta le patologie della macula. Abbiamo approfondito la loro missione e le loro iniziative con il fondatore e Presidente, Massimo Ligustro.

Domanda 1: L’identità di Comitato Macula
Presidente Ligustro, partiamo dalle origini. Ci presenti brevemente l’associazione: come è nata, a chi si rivolge e quale ruolo ricopre per i vostri associati?

Comitato Marcula nasce nel 2019 per sensibilizzare il mondo istituzionale in merito ai nuovi farmaci disponibili per la maculopatia. A seguito della pandemia a settembre del 2020 il comitato macula crea il servizio SOS macula volto ad indicare alle persone affette da maculopatia che necessitano di iniezioni intravitreali quali sono i centri ancora aperti. 
A seguito della pandemia nell’anno 2021 Il comitato macula promuove e crea il test on-line per verificare l’eventuale esistenza di una maculopatia che ancora non ha compromesso la visione ma che già può dare segni se sottoposta a test specifici nasce quindi il sito www.testalavista.it
Da sempre siamo attivi in screening,campagne di sensibilizzazione e rapporti con le istituzioni. 
Oggi mettiamo a disposizione di tutti i malati il servizio macula credit volto a diminuire le sofferenze economiche di ogni singolo nucleo familiare o persona.

Testa la Vista - test per diagnosi maculopatiaDomanda 2: I segnali da non ignorare
Molti dei nostri associati potrebbero soffrire di maculopatia senza saperlo. Quali sono i “campanelli d’allarme” che dovrebbero spingerci a consultare uno specialista?

Le maculopatie non danno segni,sono spesso la conseguenza di un diabete trascurato, che anche lui non dà segni ,è possibile capire alcuni piccoli cenni preventivi consultando il sito www.testaravista.it oppure osservando un foglio a quadretti tappandosi un occhio prima e l’altro dopo.

Domanda 3: Il legame tra Maculopatia e Invalidità
Come sapete, ANMIC si occupa della tutela dei diritti civili degli invalidi. Qual è la situazione attuale per i pazienti con maculopatia? Viene riconosciuta una percentuale di invalidità o ci sono tutele specifiche per i pazienti?

Ad oggi non esiste una normativa specifica in termini della percentuale di invalidità derivante dalla maculopatia. 
Molto spesso ogni regione è a sé ed è ancor peggio lo è ogni commissione di invalidità. 
Viene valutata in linea di massima la ipovisione che chiaramente deve essere veramente bassa credo pochi decimi e che chiaramente prevede una serie di Non idoneità al lavoro e di certo alla guida. 
Consiglio di ascoltare e cercare nella propria realtà territoriale un medico legale oculista il quale sarà in grado di consigliare al meglio qual è la strada da percorrere.

Domanda 4: L’impatto sulla vita quotidiana
Oltre all’aspetto medico, quali sono le sfide sociali che un paziente affetto da maculopatia affronta ogni giorno?

Le complicazioni che riguardano il malato affetto da maculopatia sono tantissime. 
Primo si perde la visione centrale quindi la definizione è molto spesso tutto ciò è associato al fatto di vedere distorto. 
Il mondo del lavoro non è molto sensibile a questo genere di problemi quindi è molto facile cadere nel fatto di non essere più idonei a svolgere la mansione per la quale si è stati assunti ancor peggio quando si lavora con la patente quindi questo tipo di patologie ha un effetto devastante se si ci trova in età lavorativa. SOS Macula
Nell’anziano non sono meno gravi gli effetti si cade perché non si riesce a vedere bene i gradini, le ringhiere, si comincia a non riconoscere i volti del nostro prossimo e di conseguenza non si salutano le persone da lontano perché non le vediamo e questo allontana isola e crea distacco. 
In famiglia è molto difficile fare comprendere quanto non si veda a differenza di ciò che accade in patologie legate alla neurologia oppure all’ortopedia. 
Come nell’ortopedia tenere l’arto immobile protegge dal dolore ,nell’ ipovisione stare al buio protegge ma di certo tutto questo viene spesso confuso con una forma di esaurimento di vittimismo di depressione e questo è un ulteriore motivo di sofferenza. 
Nel caso di un nonno sano e nel caso di un nonno affetta da maculopatia è evidente che il nipotino starà prevalentemente col nonno sano in quanto svolge attività differenti è più attivo lo vede da lontano si muove meglio e lo stesso utilizzo di tablet dispositivi elettronici e TV libri lo privilegia. 
Il vedere poco e ancor peggio il vedere male crea semplicemente isolamento. 
Purtroppo non per causa nostra nel nostro paese è diffusa la cultura del buio assoluto quindi si ritiene bisognoso e si cerca di aiutare solo ed esclusivamente il cieco assoluto. 
Ad oggi l’ipovedente rimane pertanto in un limbo di isolamento che corrisponde alla Terra di nessuno.

Domanda 5: Le attività di Comitato Macula e Macula Credit
Cosa offrite concretamente ai vostri associati? Avete dei progetti o dei punti di ascolto attivi per chi vive nel territorio di Como e Lombardia? Ci puoi spiegare in cosa consiste l’iniziativa “Macula Credit” che avete recentemente lanciato?

I nostri servizi attivi sono SOS macula cioè una linea telefonica dedicata all’ascolto, dedicata al corretto indirizzamento alle cure presso i centri pubblici e al consiglio in termini di ausili per esempio le lenti prismatiche. 
Altro punto da non sottovalutare informiamo i pazienti di tutta la nazione per quanto riguarda i trattamenti, i nuovi farmaci e li teniamo a riparo dalle truffe on-line che sono molto frequenti Come del resto lo sono quelli di facili imprenditori speculatori che di oculistico non hanno più nulla e di medico ancor meno.
Il servizio Macula Credit è un servizio dedicato a tutti i malati volto a fornire un welfare familiare cioè un aiuto economico nell’affrontare qualunque tipo di malattia. 
Rendere le spese mediche meno invasive rateizzabili senza alcun interesse offrono al malato e alla sua famiglia maggiore libertà, migliore accesso alle diagnosi e sicuramente un giusto percorso di cura affrontato con i corretti dispositivi diagnostici cosa che non accade se l’unico criterio rimane il risparmio. 
Macula credit è di fatto uno strumento che interviene se occorre un apparecchio dentale, un paio di occhiali, un busto ,una scarpa ortopedica. 
Macula CreditTrasforma in rate matematiche e non gravate da interessi la necessità urgente impellente inderogabile che spesso deriva da una malattia.

Domanda 6: Un messaggio per i soci di Comitato Macula
In che modo le nostre due associazioni possono fare fronte comune per migliorare la qualità della vita dei cittadini con disabilità o patologie croniche?

L’unione fa la forza credo a questo da sempre. 
La condivisione delle esigenze come quella delle competenze rende tutti migliori, più efficaci e permette di non lasciare indietro nessuno. 
Questa sinergia tra le nostre due associazioni ricade su tutti i cittadini, permette di accoglierli di rispondere alle loro esigenze ognuno con le proprie competenze e anche con le proprie differenze che si tradurranno il maggiore efficacia e di certo il minore sofferenza.

Domanda 7: Diventare socio di Comitato Macula
Un’ultima domanda pratica: chi volesse unirsi alla vostra associazione o sostenere la vostra causa, come può iscriversi?

Bisogna cercare su Google o qualunque altro motore di ricerca la parola comitato macula oppure digitare l’indirizzo del sito www comitatomacula.it
Navigando nel sito si arriva alla pagina diventa socio cliccando all’interno della pagina si arriva all’ iscrizione che ha un costo standard di €10 l’anno. 
Può essere effettuata con vari metodi di pagamento in tutta sicurezza e tranquillità.

 

SilviaL’unione che dà Forza alla Vista: Intervista a Massimo Ligustro, Presidente di Comitato Macula
CiaoComo per parlare di disabilità e scuola

CiaoComo per parlare di disabilità e scuola

Lunedì 10 novembre in diretta su CiaoComo abbiamo parlato di disabilità e scuola, un argomento molto caro ad ANMIC visto che da questi due concetti si può partire per parlare di inclusione. 

Se vi siete persi la diretta, potete vedere la registrazione sul canale YouTube di CiaoComo al link: https://youtu.be/Kcb4XbXGQVI?si=oS9-KTRJ1WcvE8Ey

Per maggiori approfondimenti sull’argomento vi suggeriamo di leggere il nostro articolo Scuola e Disabilità: oltre il sostegno

Se avete dubbi o domande non esistate a contattarci

SilviaCiaoComo per parlare di disabilità e scuola
Scuola e Disabilità: oltre il sostegno

Scuola e Disabilità: oltre il sostegno

Fin dagli anni ’80, l’attenzione del sistema scolastico italiano verso gli alunni con disabilità è stata una priorità, in linea con i principi di inclusione. Negli ultimi 10-15 anni, la sensibilità e le attenzioni sono notevolmente aumentate, estendendosi anche a disturbi e disabilità che, fino a tempi recenti, erano meno diagnosticati o poco riconosciuti.
Problemi come la dislessia, la disgrafia e i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) erano, fino a pochi anni fa, spesso sottovalutati o poco diagnosticati.

Oggi le diagnosi di questi disturbi sono salite in modo esponenziale ma allo stesso modo possono essere gestite e quasi eliminate attraverso l’uso di Strumenti Compensativi e Misure Dispensative (come l’uso di tablet, software specifici, o tempi aggiuntivi), individuati nel Piano Didattico Personalizzato (PDP) o nel Piano Educativo Individualizzato (PEI). Questi strumenti possono in molti casi compensare quasi completamente la difficoltà, permettendo all’individuo di esprimersi adeguatamente, raggiungere il successo formativo arrivando in alcuni casi a compensare quasi completamente la difficoltà permettendo così all’individuo di esprimersi adeguatamente nel gruppo.
E’ importante precisare che per attivare questa rete di supporto è necessario avere una certificazione di disabilità specifica, che si ottiene con il normale iter per la richiesta di invalidità.

Sebbene le cronache segnalino spesso una scarsità di insegnanti di sostegno rispetto alle reali necessità, è un dato di fatto che la scuola oggi possa contare su un numero superiore di docenti specializzati rispetto agli ultimi decenni del secolo scorso e che questi godano generalmente di preparazioni specifiche più mirate.

Rispetto alla scuola di 20/30 anni fa circa, gli studenti disabili oggi ricevono molte più attenzioni ed aiuti. Se da un lato questo è un bene, soprattutto per i casi più gravi, non si corre il rischio di stimolare meno gli studenti a sfruttare le loro capacità?
L’eccessiva agevolazione, anche per la paura di “traumatizzare” i bambini (un fenomeno non limitato alla sola disabilità), potrebbe involontariamente renderli più inermi e meno pronti ad affrontare le difficoltà e le frustrazioni che la vita inevitabilmente presenta.
Come le “mancanze” di un tempo potevano spronare alla ricerca di soluzioni, un eccesso di supporti non adeguatamente calibrato rischia di non far emergere appieno il potenziale di auto-superamento dell’individuo.
Oggi il mondo della scuola in generale (non solo per i disabili) cerca di agevolare in molte situazioni i bambini, con la scusa di “non traumatizzarli” ma questo li rende più inermi e meno pronti ad affrontare le difficoltà che la vita, ahimè, ci mette davanti in varie situazioni ed occasioni.

L’assegnazione di strumenti tecnologici, come tablet e altri supporti informatici, agli alunni con DSA o altre difficoltà, è un passo fondamentale.
Senza un adeguato supporto formativo iniziale per imparare a usare gli strumenti e senza programmi di studio davvero personalizzati, l’aiuto rischia di essere riduttivo o solo parziale.
Un percorso di studi adeguato e un sostegno iniziale mirato sono essenziali affinché gli studenti possano gradualmente acquisire la propria indipendenza e sviluppare appieno il loro potenziale di autonomia.

Lo stesso principio vale per gli alunni con difficoltà comportamentali:
Garantire loro un ambiente tranquillo e protetto è necessario per gestire l’emergenza immediata, ma non è sufficiente.
Questo approccio deve essere supportato da un adeguato percorso di sostegno che miri a far superare e gestire i momenti difficili nel contesto della vita quotidiana.
Facendo un esempio concreto, se pensiamo agli alunni con difficoltà comportamentali, il solo garantirgli un ambiente tranquillo e protetto, può aiutarli nell’immediato per poter gestire il momento difficile ma se non supportato da un adeguato sostegno al superamento di questi momenti in modo da imparare a gestirli nell’ambito della vita quotidiana, quando per forza di cose si non si possono avere ambienti protetti e ci si trova soli, in mezzo a persone sconosciute e magari in ambienti estranei.

Facendo una riflessione sull’inverno demografico a cui stiamo assistendo a livello nazionale, sul maggior numero di diagnosi di disabilità e disturbi dell’apprendimento e sul maggior numero di insegnanti di sostegno, forse la difficoltà nel reperirli non è data proprio dall’alto numero di diagnosi?

È plausibile che l’alto numero di nuove diagnosi (e la conseguente richiesta di supporto) stia mettendo sotto pressione la capacità del sistema di formare e assegnare personale specializzato con la stessa rapidità.

La normativa nazionale definisce già aspetti cruciali, come il numero massimo di studenti in una classe in presenza di alunni con disabilità, per garantire una gestione efficace del gruppo.

Il gruppo degli alunni ha il dovere di accogliere attivamente il compagno con disabilità e di adattare l’ambiente e le attività per favorire la sua piena partecipazione.
Allo stesso tempo, l’alunno disabile deve sviluppare la consapevolezza dei propri limiti e delle proprie capacità per comunicare i suoi bisogni e contribuire attivamente alla vita del gruppo, facilitando così la sua integrazione.

Dalla scuola dovrebbe quindi partire una cultura di abbattimento delle barriere culturali, che sono alla base del pregiudizio e che a volte sono più difficili da superare rispetto alla difficoltà fisiche, pratiche e oggettive.
Solo in questo modo potremo davvero parlare di integrazione.

SilviaScuola e Disabilità: oltre il sostegno
Taxi per tutti: a Como il primo taxi “accessibile”

Taxi per tutti: a Como il primo taxi “accessibile”

E’ stato presentato stamattina, 30 luglio 2025, nel cortile del Comune di Como, il primo taxi accessibile, predisposto per il trasporto di disabili in carrozzina.

Il servizio taxi della città di Como si arricchisce quindi di un mezzo attrezzato che finalmente permetterà ai disabili motori di potersi muovere per la città in totale autonomia e sicurezza.
Il taxi infatti dispone di una pedana per l’accesso delle carrozzine ed il personale è formato per il corretto ancoraggio con gli appositi sistemi di sicurezza. Questo permette di poter essere trasportati senza dover scendere dalla sedia a rotelle (anche quelle elettroniche) senza per forza la necessità di essere accompagnati da un assistente alla persona.
Presentazione primo taxi accessibile a Como

Ci teniamo a sottolineare che il mezzo non è ad uso esclusivo dei disabili ma si tratta di un regolare taxi che è predisposto per ospitare 5 persone (4 passeggeri, oltre all’autista) con un vano bagagli attezzato anche per ospitare ed ancorare una sedia a rotelle.

Questo è solo il primo taxi accessibile, il Comune prevede di inserirne altri 2 molto probabilmente entro la prossima Pasqua.

Questo taxi entrerà ufficialmente in servizio il 1 agosto. Può essere prenotato chiamando il numero del servizio taxi (tel. 031261515) e richiedendolo espressamente il trasporto in sedia a rotelle.

Il servizio non prevede alcun sovrapprezzo, anzi, per il disabile è previsto uno sconto del 10% sul regolare prezzo di listino.

Nella sua semplicità, questo servizio è un piccolo passo verso una società più civile e inclusiva e permetterà ai disabili di essere sempre più indipendenti e parte di una società attiva.

Se avete domande sul servizio o particolari necessità, non esitate a contattarci inviando una mail a [email protected]

Ringraziamo Ciao Como per aver condiviso con noi foto e video.

 

SilviaTaxi per tutti: a Como il primo taxi “accessibile”
A CiaoComo per spiegare la figura dell’Amministratore di Sostegno

A CiaoComo per spiegare la figura dell’Amministratore di Sostegno

Lunedì 7 luglio in diretta su CiaoComo, abbiamo parlato della figura dell’Amministratore di Sostegno,

spiegando più nel dettaglio quali sono i suoi compiti, quando è il caso di ricorrere a questa tutela, chi può essere nominato.

A breve pubblicheremo anche una piccola guida su questa importante forma di tutela.

ANMIC Como può affiancarvi nel percorso per richiedere la nomina dell’Amministratore di Sostegno.

Se vi siete persi la diretta, potete vedere la registrazione sul canale YouTube di CiaoComo al link: https://www.youtube.com/watch?v=o-W40VNBJEM

Se avte dubbi o domande non esistate a contattarci

 

SilviaA CiaoComo per spiegare la figura dell’Amministratore di Sostegno
A CiaoComo per  parlare della pensione di inabilità lavorativa

A CiaoComo per parlare della pensione di inabilità lavorativa

Lunedì 26 maggio in diretta su CiaoComo  abbiamo parlato della pensione di inabilità lavorativa, spiegando come richiederla e chi ne ha diritto.

Anche questo è un servizio che svolgiamo quotidianamente presso le nostre sedi di ANMIC Como.

Sul nostro canale YouTube abbiamo caricato una breve guida sulla Pensione di Inabilità Lavorativa, consultabile al link https://youtu.be/P0pFHE0V0b0

Se vi siete persi la diretta, potete vedere la registrazione sul canale YouTube di CiaoComo al link: https://youtu.be/eCQBQpBaVgQ

Se avte dubbi o domande non esistate a contattarci

 

SilviaA CiaoComo per parlare della pensione di inabilità lavorativa
I bagni accessibili

I bagni accessibili

Non se ne parla molto, forse per pudore, ma è un argomento molto importante: stiamo parlando dei bagni accessibili.
Sembra ovvio dirlo, ma bisogna sempre pensare che essendoci molteplici tipologie di disabilità, sarebbe impossibile riuscire a creare strutture adatte alle specificità di ogni individuo.

La Legge, quindi ci aiuta come sempre, definendo una serie di requisiti minimi necessari affinché un bagno risulti il più accessibile possibile, senza lasciare indietro nessuno.

Come avrete certamente notato i bagni per disabili sono molto ampi e più accessoriati rispetto ai normali servizi igienici. Questo perché le regole base definite sono:

  • la dimensione minima non può essere inferiore a 180×180 cm.
  • la porta deve aver una larghezza minima di 85 cm.
  • la porta deve essere scorrevole o con apertura verso l’esterno, per agevolare gli spostamenti sia del disabile che di chi lo assiste o di cani guida per non vedenti.

Potremmo proseguire con tutte le altre specifiche tecniche che sono Legge dal giugno del 1989, sono molte ancora ma preferiamo, per chi fosse interessato, consigliare di reperire i dati tecnici e le specifiche direttamente sul web, per esempio https://www.unionearchitetti.com/bagni-per-disabili-linee-guida/

Vorremmo sottolineare il fatto che è vero che per ogni tipo di disabilità, ci potrebbero essere dei piccoli accorgimenti per migliorare la fruizione dei bagni accessibili, ma sarebbe impossibile prevedere tutte le situazioni.

Facciamo solo un piccolo esempio: mettere delle semplici bande in rilievo sul pavimento per i non vedenti, da un lato agevolerebbe le persone con problemi visivi, dall’altro le bande costituirebbero di certo un ostacolo all’accesso per chi è in sedia a rotelle.

Ogni persona, sicuramente saprà adottare dei piccoli accorgimenti per meglio gestire le proprie difficoltà, visto che ci convive quotidianamente.

Ci sembra superfluo e pretenzioso pretendere di trovare un ambiente che soddisfi tutte le necessità delle persone fragili rischiando di ingigantire i limiti e le difficoltà che spesso il disabile affronta e risolve quotidianamente senza volersi sentire un peso per la società.

In conclusione, il semplice attenersi scrupolosamente alle specifiche di legge tenendo conto che sia porte più grandi che uno spazio di manovra adeguatamente ampio e perlopiù sgombro di ostacoli, assicurerà sempre la maggior accessibilità a tutti, a prescindere dalle loro specificità individuali.

SilviaI bagni accessibili
Guida all’uso consapevole del contrassegno disabili per il parcheggio

Guida all’uso consapevole del contrassegno disabili per il parcheggio

Pubblichiamo una breve guida sul CUDE, il contrassegno parcheggio disabili europeo (o contrassegno blu).

Tutte le risposte alle domande più frequenti che ci vengono poste: Come si richiede? Chi ne ha diritto? Come si usa?

Se avete altri dubbi o domande non esitate a contattarci!

Per scaricare la guida in formato PDF, clicca qui.

 

SilviaGuida all’uso consapevole del contrassegno disabili per il parcheggio